
Ci sono ancora persone vere, che credono in qualcosa e che si sforzano di valorizzare la loro città e un prodotto che la rappresenta con serietà e con "purezza", senza mischiare il tutto con il vendere per forza qualcosa, queste persone appartengono alla Associazione Palatifini di Genova e i loro nomi sono: Roberto Panizza e Natalia Olivi. E' grazie a loro e ad altri amici se è nato e si è sviluppato il Campionato Mondiale del Pesto.
Quest'anno il Campionato si è tenuto, sabato 19 aprile, nella bellissima cornice di Palazzo Ducale, dove i dogi della Repubblica marinara governavano i commerci del Mediterraneo, e ha visto la partecipazione di circa 100 concorrenti, alcuni dei quali provenivano da molto lontano: Usa, Libano, Giappone.
Il pesto genovese è composto da basilico genovese dop, pinoli, parmigiano reggiano stravecchio, fiore sardo, aglio di vessalico, sale marino grosso, olio extravergine di oliva riviera ligure dop; tutti gli ingredienti vengono pestati nel tipico mortaio di marmo.

I concorrenti al campionato vengono giudicati in base ad alcuni parametri: manualità, aspetto (più chiaro è il pesto e meglio è), finezza macinatura, consistenza, equilibrio finale fra gli ingredienti (il parametro più importante, non solo nel mondo del pesto).
Quest'anno la vittoria e il premio del pestello d'oro, fra lo stupore di molti, sono andati ad un americano di origine coreana, James D. Bowien, cuoco in un ristorante di cucina genovese (Farina Restaurant) a San Francisco; al secondo e terzo posto due genovesi doc: Mauro Canepa e Alfonsina Trucco.

Durante i giorni passati a Genova ho imparato, grazie all'amica genovese Bluerosa che la morte migliore per il pesto genovese sono i gnocchi e la piccola lasagna, e grazie agli amici di Palafini, fra tutti, la carinissima Natalia, che Genova è una città di gran fascino, un piccolo gioiello d'arte affacciato al mare, che merita rispetto e attenzione.
Genova nel cuore, for ever and ever!