martedì 8 dicembre 2009

Cantina La Maranzana tasting panel barbera

Io amo la Barbera d'Asti, è nel mio dna, è un vino contadino, è un vino di colline, colline che milioni di anni fa erano mare, colline di conchiglie e fossili, colline di castelli, cavalieri e dame...dame come Alessandra e Barbara, socie della Cantina La Maranzana che mi hanno invitato al tasting panel sulla loro barbera.
Questo tasting panel è nato su Twitter e questo la dice lunga sulla capacità comunicativa di questa impresa, fra le prime ad usare i social network per comunicare con i suoi consumatori e i suoi amici.
La Maranzana è una grande cantina con circa 200 soci e circa 450 ettari di vigneti situati in quel triangolo di Monferrato che sta fra Nizza, Alessandria e Acqui, una zona poco conosciuta, tutta da scoprire (ne sentiremo parlare...).
Oggi era L'Immacolata, la nonna aveva preparato i gnocchi di patate (fatti a mano), c'era l'arrosto, ci voleva un vino da festa, e allora vai con la Barbera d'Asti superiore Trabucco 2007, fresca di cantina (la temperatura di servizio è importantissima)...mi colpisce subito la piacevolezza dei profumi (un tono balsamico),la spalla giustamente acida, la morbidezza dovuta al soggiorno in botte grande, l'equilibrio (la solforosa è ai minimi, credo), uno di quei vini che piacciono a me e che si fanno bere fino all'ultima goccia. Grandi consensi anche da parte di mia moglie e di mio figlio (giudici severi).
Dietro questa barbera c'è sicuramente una scelta accurata delle uve, un buon lavoro in vigna da parte dei soci e la mano felice dell'enologo.
La Barbera d'Asti Trabucco è la prova che anche una grande realtà associativa come la Cantina La Maranzana è in grado di produrre vini di alta qualità rispettando le caratteristiche del territorio.
Una cantina da seguire con attenzione!

www.lamaranzana.it
http://twitter.com/LaMaranzana

lunedì 2 novembre 2009

Burro Fiandino, tasting panel

E' stato un momento di gioia partecipare a questo tasting panel, perchè incentrato su un alimento ultimamente trascurato dagli appassionati di gastronomia: il burro.
Eppure il burro come alimento è presente sulle nostre tavole da più di 4000 anni, e fino alla scorsa generazione in casa mia tutti sapevano fare il burro (i miei antenati erano contadini da generazioni).
Recenti ricerche scientifiche considerano il consumo equilibrato di burro come una delle cose più sane che possiamo fare, poco ma buono: è la miglior fonte di lipidi nobili per la nostra alimentazione insieme all'olio extravergine di oliva, è ricco di vitamina A, di sali minerali ed è uno dei pochi alimenti che contiene la vitamina D.
Il tasting panel consisteva nell'assaggio di tre diversi campioni di burro delle Fattorie Fiandino, di Villafalletto (CN) ricavato da latte di vacche di razza bruna.
Alla degustazione hanno partecipato: tutta la mia famiglia, figli compresi ed entusiasti della cosa, l'amica Bianca alias Tartetatin e l'amico Enio, sommelier Ais Torino...uno spettacolo vedere tutti intenti con grande serietà a degustare il burro e compilare la scheda di valutazione, senza null'altro come accompagnamento che acqua e pane.
Il campione di burro che ha riscontrato maggior successo è stato il numero 3, assai soffice e spumoso, con un profumo di panna zuccherina molto piacevole, un gusto dolce, con odori di nocciola e mandorla, very good.
Il campione numero 1 è stato ottimamente usato alla fine per condire una pasta con scorze di limone e burro, appunto...un'ottima ricetta della bravissima Tartetatin.
Durante la cena che è seguita alla degustazione abbiamo usato dei pani di cereali misti integrali su cui il burro stava da pascià, pane e burro rimane una delle cose più buone che ci siano.
L'amico Lelio Bottero sollecitato da una mia precisa richiesta mi ha consigliato di degustare il burro, dopo il tasting panel, con un Franciacorta Brut o un Lambrusco...e aveva ragione, ho accostato il burro ad un Brut di La Ferghettina ed è stato subito "paradise".
I Fratelli Fiandino producono anche ottimi formaggi, fra cui il Fromage Baladin, utilizzando vero caglio vegetale, il kinara, ricavato dai fiori della Cynara Cardunculus.
Spero presto in un tasting panel dei loro formaggi.

lunedì 20 luglio 2009

sabato 30 maggio 2009

venerdì 22 maggio 2009

Le Maitre de l'Eau


Le Maitre de l'Eau, il maestro dell'acqua, all'Oasi di Merzouga, Marocco.
Foto di Zingaro

sabato 11 aprile 2009

Osteria La Bua a Mondovì


Ieri sera sono stato letteralmente rapito e portato dagli amici Massimo&Enrica di Terreinvista a visitare L'Osteria La Bua, un luogo magico in quel di Mondovì, in provincia di Cuneo.
L'Osteria nasce circa un anno fa dopo un lungo e impressionante restauro in quelle che erano le antiche cantine (risalenti al '600) della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso che qui produceva circa 5000 bottiglie di vino per i propri soci.
Bua in dialetto significa bevua, la bevuta.
La Bua in questi giorni ospita, grazie alla passione dei giovani gestori Barbara e Alessio Franco, una collezione di ceramica contemporanea accanto ad alcuni pregevoli pezzi della tradizione monregalese della ceramica di Besio1842.
Il locale è una vera sorpresa, un arredamento molto moderno in un ambiente antico, con una terrazza con vista da togliere il fiato sul Monviso e sulla piana sottostante alla collina del centro antico di Mondovì.
La Bua, che ha un'ottima carta dei vini, con poche ma ottime bottiglie (dai ricarichi onesti), è un openspace in cui si può mangiare qualcosa ma non obbligatoriamente, si può anche solo bere una buona birra artigianale o un buon bicchiere di passito, assaggiare due tapas o fare brunch la domenica mattina, è un luogo in cui è facile sentirsi a casa.
Uno dei locali più belli che ho visto negli ultimi tempi, un luogo dove arrivare a pranzo e andare via a notte inoltrata, portandosi dietro un po' dell'antico e aristocratico fascino sabaudo.
Un abbraccio e un grazie a Barbara, Alessio e agli altri amici della Bua che ci hanno accolto con grande simpatia e che per un attimo ci hanno fatto sentire in paradiso!
Osteria La Bua
Via Vasco, 8
Mondovì (CN)
tel. 0174.55.82.12
La foto è della giovane Ilaria Voghera, many thanks :)