Dancing Queen è un breve e sorprendente filmato sulla gioia della danza, girato da un giovanissimo regista indiano con la videocamera di un telefono mobile.
Il regista, studente alla Università di Delhi, si chiama Sumit Roy e il suo corto, prodotto dalla Tangerine Digital, è stata una delle storie che più ha avuto successo durante il Pangea Day 2008
sabato 21 giugno 2008
Dancing Queen
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lunedì 9 giugno 2008
Theremin, the untouchable music
Alcuni giorni fa, mentre stavo navigando sul sito web di TED - Ideas Worth Spreading, sono incappato in questo straordinario video del 2002 in cui per la prima volta nella mia vita ho visto in azione, suonato dalla brava Pamelia Kurstin, il theremin, uno strano, ma veramente strano, strumento musicale.
Il theremin è stato inventato nel 1919 dal grande scienziato di origine russa, Leon Theremin, ed è stato uno dei primi strumenti musicali elettronici.
Una straordinaria scoperta!
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lunedì 2 giugno 2008
Maman, le temps s'est arretè !

Piove sempre, a Torino, in questi giorni di tarda primavera, sembra che il tempo si sia fermato e questo mi riporta al libro che ho appena ricevuto dalla Francia, si intitola "Maman, le temps s'est arretè !" ed è opera della mia cara amica Sabine du Fay, giovane scrittrice parigina.
Il libro è stato pubblicato dalle Editions Lito nella collana Histoires Extraordinaires, e si avvale delle belle illustrazioni di Amandine Laprun.
Nella storia un ragazzino, Nicolas, alzandosi al mattino ricorda la data del suo risveglio: lunedì 12 novembre, che è identica a quella del giorno prima! Il tempo si è arrestato, questo lunedì si ripete senza sosta, e Nicolas è il solo a rendersene conto! Per diversi giorni Nicolas si ritrova a vivere la stessa giornata, a sentire gli stessi giusti rimbrotti della mamma, le stesse domande dell'insegnante, a incontrare le stesse persone...la domanda è: "Come fare per arrivare a martedì?"
Questo libro, che in Francia costa solo 3,90 euro e potete acquistare sul sito di Amazon France, è rivolto ai ragazzi/e ma allo stesso tempo, come molta letteratura d'infanzia, anche a noi "adulti".
Leggendolo mi è tornato alla mente l'intrigante film "Ricomincio da capo" (Groundhog Day) in cui il protagonista, Billy Murray, si ritrova a vivere sempre lo stesso giorno fino a quando non si rende conto che solo modificando il suo comportamento con gli altri e con gli avvenimenti può spezzare l'incantesimo e riprendere a vivere una vita più vera, più reale.
Complimenti Sabine, spero con tutto il mio cuore che la tua preziosa "histoire extraordinaire" possa trovare presto un editore italiano.
Alcune copie, in lingua francese, del libro attendono eventuali acquirenti nella mia edicola, of course!
sabato 24 maggio 2008
J'Attendrai Le Suivant (I'll Wait for the Next One)
"J'attendrai le suivant" (Aspetterò il prossimo) è un breve cortometraggio francese del 2002 scritto e diretto da Philippe Orreindy, e presentato di recente al PangeaDay (10/5/2008) ; il luogo in cui si svolge la "vicenda" è la metropolitana di Lyon.
E' un corto da meditazione...
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mercoledì 14 maggio 2008
Mutual Recognition
Mutual Recognition, è il titolo di un breve ma intenso filmato girato da Jehane Noujaim per il PangeaDay (10/05/2008); è la storia del "reciproco riconoscersi" all'interno del rapporto, fra un imam marocchino e sua moglie, dove vengono esaltati i valori di amore e rispetto propri della cultura araba e della fede islamica, quella vera che oggidì ha poche occasioni di esprimere il proprio punto di vista in contrasto con l'immagine chiusa e integralista proposta generalmente dai media.
Jehane Nouajaim, americana di origini egiziane, è una pluripremiata regista conosciuta per i suoi documentari "Control Room - different channels, different truth" sull'inizio della guerra fra Iraq e Usa, e "Startup.com" sulla net economy. Nel 2006 vince il TED Prize .
E' in quella occasione che Nouajaim esprime il desiderio di unire il mondo intero in un solo giorno grazie al potere del cinema e delle immagini. Due anni dopo, il 10 maggio 2008, con il Pangea day, quel desiderio diventa realtà.
Mutual Recognition (reciproco riconoscimento) è un filmato che merita una attenzione particolare, soprattutto quando l'iman, a proposito della moglie, dice: "Ho imparato nel corso della nostra storia che parlando con lei avrei visto le cose dal suo punto di vista, cose che non sarei mai riuscito a vedere..."
Chi avesse problemi con l'inglese, sul sito di Pangeaday si può trovare il filmato con i sottotitoli in diverse lingue, fra cui l'italiano.
Buona visione!
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lunedì 21 aprile 2008
Campionato mondiale del pesto 2008

Ci sono ancora persone vere, che credono in qualcosa e che si sforzano di valorizzare la loro città e un prodotto che la rappresenta con serietà e con "purezza", senza mischiare il tutto con il vendere per forza qualcosa, queste persone appartengono alla Associazione Palatifini di Genova e i loro nomi sono: Roberto Panizza e Natalia Olivi. E' grazie a loro e ad altri amici se è nato e si è sviluppato il Campionato Mondiale del Pesto.
Quest'anno il Campionato si è tenuto, sabato 19 aprile, nella bellissima cornice di Palazzo Ducale, dove i dogi della Repubblica marinara governavano i commerci del Mediterraneo, e ha visto la partecipazione di circa 100 concorrenti, alcuni dei quali provenivano da molto lontano: Usa, Libano, Giappone.
Il pesto genovese è composto da basilico genovese dop, pinoli, parmigiano reggiano stravecchio, fiore sardo, aglio di vessalico, sale marino grosso, olio extravergine di oliva riviera ligure dop; tutti gli ingredienti vengono pestati nel tipico mortaio di marmo.
Nella foto sopra al centro si riconosce il vulcanico e creativo Roberto Panizza, anima del Campionato, durante le fasi eliminatorie a Boccadasse (GE).I concorrenti al campionato vengono giudicati in base ad alcuni parametri: manualità, aspetto (più chiaro è il pesto e meglio è), finezza macinatura, consistenza, equilibrio finale fra gli ingredienti (il parametro più importante, non solo nel mondo del pesto).
Quest'anno la vittoria e il premio del pestello d'oro, fra lo stupore di molti, sono andati ad un americano di origine coreana, James D. Bowien, cuoco in un ristorante di cucina genovese (Farina Restaurant) a San Francisco; al secondo e terzo posto due genovesi doc: Mauro Canepa e Alfonsina Trucco.
Il campionato è stato allietato dalle note dell'inno ufficiale eseguito dagli amici della band ligure dei Buio Pesto, un inno originale e simpaticissimo, diffuso, dalle televisioni presenti (fra cui BBC , Dutch Tv, Sky, Raisat) in tutto il mondo.Durante i giorni passati a Genova ho imparato, grazie all'amica genovese Bluerosa che la morte migliore per il pesto genovese sono i gnocchi e la piccola lasagna, e grazie agli amici di Palafini, fra tutti, la carinissima Natalia, che Genova è una città di gran fascino, un piccolo gioiello d'arte affacciato al mare, che merita rispetto e attenzione.
Genova nel cuore, for ever and ever!
mercoledì 16 aprile 2008
India, per vedere l'elefante

Giorni fa è entrato in negozio, pervaso da un'aura di entusiasmo, l'amico Massimo Voghera, docente all'Accademia delle Belle Arti di Torino, di ritorno da una mostra di bellissimi acquarelli tratti da un libro-carnetdiviaggio, uscito per i tipi di Edt, valente casa editrice torinese vocata ai temi del viaggio e dell'esplorazione.
E , voilà, il libro "India per vedere l'elefante" di Stefano Faravelli è qui fra le mie mani, e posso confermare che è uno scrigno di tesori, un libro che non deve mancare nella vostra libreria e, in un certo senso, nel vostro cuore.
Stefano Faravelli è un valente pittore oltre che esperto di studi orientali e filosofia morale, e questa sua doppia vocazione di peintre-savant lo ha indirizzato verso il carnet di viaggio come modello espressivo delle sue peregrinazioni. Sono stati pubblicati, sempre da Edt, anche i bellissimi carnet di viaggio su Cina e Mali.

Il libro si apre con una famosa storia di Jalal-ud Din Rumi che riassume l'intento del libro e che apre una prospettiva diversa alla visione del viaggio della vita:
" Un elefante proveniente dall'India fu alloggiato in una stalla oscura.
La gente che non aveva mai visto un simile animale si precipitò ad ammirarlo.
Poichè non si vedeva nulla a causa del buio, le persone si misero a toccare l'animale.
Uno di essi toccò la proboscide e disse: "Questa bestia è fatta come un tubo!"; un altro ne palpò le orecchie: Lo si direbbe piuttosto simile ad un ventilatore"; un terzo, toccando le zampe disse: "Neanche per sogno! L'elefante è tal quale ad una colonna".
E così ciascuno di loro si mise a descriverlo a modo suo.
Fu un vero peccato che non avessero una lampada per mettersi d'accordo. "

Questo libro, dice Stefano Faravelli, racconta il mio viaggio per vedere l'elefante: proboscide islam, orecchio sikh, zampa indù...L'India diventa l'Arca in cui sono custodite, fino alla fine dei tempi, tutte o quasi le grandi rivelazioni dell'umanità.
Un gioiello di libro!
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