mercoledì 16 aprile 2008

India, per vedere l'elefante


Giorni fa è entrato in negozio, pervaso da un'aura di entusiasmo, l'amico Massimo Voghera, docente all'Accademia delle Belle Arti di Torino, di ritorno da una mostra di bellissimi acquarelli tratti da un libro-carnetdiviaggio, uscito per i tipi di Edt, valente casa editrice torinese vocata ai temi del viaggio e dell'esplorazione.
E , voilà, il libro "India per vedere l'elefante" di Stefano Faravelli è qui fra le mie mani, e posso confermare che è uno scrigno di tesori, un libro che non deve mancare nella vostra libreria e, in un certo senso, nel vostro cuore.
Stefano Faravelli è un valente pittore oltre che esperto di studi orientali e filosofia morale, e questa sua doppia vocazione di peintre-savant lo ha indirizzato verso il carnet di viaggio come modello espressivo delle sue peregrinazioni. Sono stati pubblicati, sempre da Edt, anche i bellissimi carnet di viaggio su Cina e Mali.


Il libro si apre con una famosa storia di Jalal-ud Din Rumi che riassume l'intento del libro e che apre una prospettiva diversa alla visione del viaggio della vita:
" Un elefante proveniente dall'India fu alloggiato in una stalla oscura.
La gente che non aveva mai visto un simile animale si precipitò ad ammirarlo.
Poichè non si vedeva nulla a causa del buio, le persone si misero a toccare l'animale.
Uno di essi toccò la proboscide e disse: "Questa bestia è fatta come un tubo!"; un altro ne palpò le orecchie: Lo si direbbe piuttosto simile ad un ventilatore"; un terzo, toccando le zampe disse: "Neanche per sogno! L'elefante è tal quale ad una colonna".
E così ciascuno di loro si mise a descriverlo a modo suo.
Fu un vero peccato che non avessero una lampada per mettersi d'accordo. "


Questo libro, dice Stefano Faravelli, racconta il mio viaggio per vedere l'elefante: proboscide islam, orecchio sikh, zampa indù...L'India diventa l'Arca in cui sono custodite, fino alla fine dei tempi, tutte o quasi le grandi rivelazioni dell'umanità.
Un gioiello di libro!



domenica 16 marzo 2008

Magnifici Oddero



Alla fine di febbraio ho avuto la fortuna di partecipare, presso il Grand Hotel Sitea di Torino, ad una degustazione in verticale di alcuni Baroli della azienda Oddero di La Morra (CN), organizzata dagli amici di Slowfoodtorino e presentata dal mitico Vittorio Manganelli, curatore della Guida dei Vini SlowfoodGamberoRosso, uno dei più grandi esperti di vino che io conosca, un sommo, con in più la capacità di divertire e creare interesse in chi ascolta.
Oddero è un'azienda storica, imbottiglia da 150 anni, possiede 35 ettari quasi tutti di vigneti di cui 16 di Nebbiolo da Barolo (!), oggi siamo alla sesta generazione tutta femminile, ma già si fanno avanti i giovani nipoti (ad una di loro, Isabella, si deve l'incentivo a rimodernare il sito web aziendale con la collaborazione degli amici di Blulab).
Presenti in sala c'erano l'esperta Mariacristina Oddero e il giovane enologo Luca Veglio, molto simpatico e disponibile a spiegare le alchimie delle sue creazioni, un enologo da seguire con attenzione nel prossimo futuro (insieme all'altro giovanissimo Bruno Tamagnone di Cascina Gilli).
Luca Veglio lavora come enologo solo per gli Oddero perchè, come ci spiega, il Barolo richiede una presenza e una vigilanza costante, quasi quotidiana.
Vittorio Manganelli ci conferma che esistono circa 570 etichette di Barolo, ma di queste (molte create solo per i mercati stranieri...) solo un centinaio sono interessanti; poi ci ricorda che ancora nel 1956 al mitico Ristorante Posta di Monforte (CN) veniva servito il vino in bottiglia con su scritto un generico Vino Rosso, le etichette, le denominazioni nascono dopo.
Manganelli afferma che oggi, rispetto al passato, è difficile distinguere le zone di provenienza del Barolo e che bisogna porre un freno a quei produttori che desiderano un Barolo uniforme, senza differenze fra le varie annate e i vari terroir ; purtroppo il disciplinare permette l'aggiunta di un 15% da altre annate per aggiustare ciò che deve rimanere come è in natura.


Tocca poi al giovane Luca Veglio parlare del fondamentale rispetto del territorio, e dei 25 dipendenti diretti dell'azienda che non fa uso di cooperative esterne e a cui va il mio plauso per questa scelta a prima vista non economica.
Veglio ci spiega che il clima è cambiato, le annate sono più calde, si vendemmia prima e bisogna alzare il livello di cura per il vigneto e per la cantina.
I barolo assaggiati e comparati sono stati due: il Barolo Bussia Soprana Vigna Mondoca 2001, 1999, 1997, 1996 e il Barolo Vigna Rionda 2001, 1999, 1998.
Alla fine Mariacristina Oddero ci ha regalato l'assaggio del Barolo Vigna Rionda 1989, uno dei vini mito nelle Langhe e nel mondo degli ultimi vent'anni, un vino meraviglioso, di cui serberò imperituro il ricordo...
Manganelli ha ricordato che per il Barolo vale la regola del 9, va bevuto dopo nove anni: in questo momento l'annata da bere è il 1998, e ha sottolineato che fino allo sdoganamento da parte dell'americano Parker nel 1990 questo vino ricco di tannini non aveva grande condiderazione internazionale.
Ad una mia precisa domanda Manganelli sottolinea che per il Barolo bastano due ore di anticipo nell'apertura prima di essere servito al desco, non occorrono tante ore come credevo.
Gli Oddero producono, sempre nel massimo rispetto della tradizione, anche altri vini (per un totale di c.a 200.000 bottiglie) fra cui Barbera d'Asti (da vigne in Vinchio Vaglio) e Barbera d' Alba, Barbaresco dal vigneto Gallina di Neive e un altro grande Barolo, il Rocche di Castiglione.
Famiglia Oddero, grazie di esistere!
I


sabato 8 marzo 2008

A Maria Grazia



A Maria Grazia, che da oggi riposa in pace nel piccolo cimitero di Cavoretto e nei ricordi del nostro cuore, una breve poesia di Yosa Buson:

Caduto il fiore
resiste l'immagine
della peonia

sabato 16 febbraio 2008

Persepolis

E' con gioia che annuncio per il 29 febbraio l'uscita nelle sale italiane di Persepolis, il film d'animazione tratto dall'omonimo libro a fumetti di Marjane Satrapi.
Il libro in Italia è edito, in edizione integrale, da Lizard.
Per ulteriori informazioni consiglio un giro sul blog italiano di Persepolis.

giovedì 14 febbraio 2008

San Valentino

Stamani in negozio stavo ascoltando questa famosa aria e una signora, in là negli anni, si è commossa sentendola e ripensando al fatto che oggi è la festa degli innamorati; a lei e a tutti coloro che confidano nella forza dell'amore dedico questo meraviglioso video.

lunedì 11 febbraio 2008

Improv Everywhere

Improv Everywhere è un gruppo di birichini, " a prank collective", con base a New York, creato da Charlie Todd nel 2001.
Il video qui aggiunto si chiama Frozen Grand Central, e tratta una delle 70 missioni compiute dal gruppo a New York in questi ultimi sei anni: 207 persone sono rimaste immobili per un breve periodo di tempo nella Grand Central Station...un geniale esperimento!
A chi gli chiede cos'è Improv Everywhere, Mr. Todd risponde che questto collettivo è stato ideato per far sorridere, divertire le persone che possono così fermarsi ogni tanto ad osservare il mondo che li circonda e di cui spesso sono ignare.
Un pizzico di gioia, di chaos, di insolito nei luoghi frequentati da masse di persone che normalmente scivolano via, in fretta e furia, inconsapevoli...
Devo l'incontro con Improv ad una segnalazione-twitter dell' informatissimo Luca Conti di Pandemia, che consiglio a tutti gli amici di seguire con attenzione data la notevole massa di attendibili notizie che fa circolare sul suo blog dedicato al mondo di internet.
Spero presto di veder nascere una sezione italiana di questo gruppo di simpaticoni.

sabato 2 febbraio 2008

Cucina ebraica by Untoccodizenzero



Untoccodizenzero è un blog, ormai famoso, di cucina , ma dietro al "label" c'è una persona che ha saputo trasformare un sogno in realtà, il suo nome è Sandra Salerno e io sono orgoglioso di essere fra i suoi amici.
Qualche sera fa sono stato ospite, nelle sale Slowfood ad Eataly, di una interessante serata di cucina ebraica ideata, preparata da Sandra e presentata dal "mitico" Erik Vassallo, nume tutelare della Condotta di Torino, un'accoppiata vincente che sa tenerti sveglio anche dopo una lunga giornata di lavoro.
La cucina ebraica identifica le numerose cucine nate dalla dispora degli Ebrei che da duemila anni sono dispersi nei quattro angoli del mondo, e questo è stato messo ben in risalto dalla scelta dei piatti presentati all'occassione da Sandra.
Se desiderate approfondire l'argomento vi consiglio la lettura del bellissimo libro "La cucina ebraica" di Clarissa Hyman edito da Guido Tommasi.
Il primo piatto degustato è stato una zuppa calda di lenticchie rosse con una spruzzata di coriandolo fresco che mi riportava al sapore di certe minestre marocchine...ma la vera sorpresa è stato il secondo piatto: il brodo di pollo con pasta fine, una sorta di "penicillina" in grado di guarire tutti i mali, come lo considerano le yiddisheh mammeh, in grado di "risuscitare i morti" come dicevano le mie bisnonne...confermo, tutto vero! In primis non pensavo che un "semplice" brodo potesse essere così buono,e poi sono rimasto molto sorpreso anche dal perfetto accostamento alla Freisa di Asti Luna di Maggio di Cascina Gilli (presente con i suoi vini e con la simpatica Chiara Martinotti).

A seguire le zuppe è giunto in tavola il piatto principale, il Sauerbraten, uno stracotto di punta di petto lasciato macerare tre giorni in una soluzione di vino con un goccio di aceto, very good accompagnato da pane azzimo e da un bicchiere di Freisa d'Asti Arvelè 2004 (il grande amore di Gianni Vergnano, patron Gilli).
I dolci erano rappresentati da una deliziosa torta di miele chiamata Lekach, di origine tedesca (Berlino) e dai Marunchinos, amaretti alle mandorle di origine sefardita, di quelli che ne mangeresti fino allo svenimento...
Bevanda finale di pregio a base di caffè Sidamo Washed Cru della Torrefazione Lelli, un arabica 100% dall'Etiopia, servito pressofiltrato, un caffè da meditazione.
Applausi da tutti i convenuti, quasi una trentina, alla "tres charmant" cuoca Sandra e anche una richiesta di autografo, la prossima volta (si replica il 7 febbraio) bisognerà portare un mazzo di fiori...promesso!