
Ecco la foto, scattata da
Sandra durante una serata in enoteca da Eataly con gli amici di
SlowfoodCondottaTorino, di una preziosa bottiglia di vino che proviene dalla Georgia, la terra ad est dell'Europa con un piede in Asia dove si dice che abbia avuto origine la coltivazione dell'uva.
Si tratta di una bottiglia di Grand Cru Tsarapi 2005 dell'azienda vinicola Prince Makashvili, importata in Italia da
Velier, e in vendita da Eataly a 21 euro (mentre la sceglievo dagli scaffali è comparso il giovane responsabile dell'enoteca a dirmi che la scelta di avere questo vino era stata sua nonostante "in alto" fossero scettici, ed era molto soddisfatto del successo di vendita: 24 bottiglie in breve tempo - onore agli spiriti arditi che si aggirano fra questi bogianen di piemontesi...)
Il vino, un bianco ricavato da uve autoctone di Rkatsiteli, coltivate nel villaggio di Kardanakhi - regione
Kakheti, viene fermentato in anfore di terracotta interrate, ed è meraviglioso, profumi originali e una beva estremamente piacevole, va servito non troppo freddo (mi raccomando questo è un vino bianco vinificato come se fosse un rosso), a temperatura cantina.
La regione del Kakheti, nella parte Est della Georgia, è la principale zona di produzione vinicola del paese e merita un viaggio, come quello fatto appunto da Luca Gargano di
Velier che è andato a cercare, spinto dal guru della viticoltura biodinamica Nicolas Joly, i produttori di vino in anfora che anni fa avevano ispirato il grande
Gravner,vignaiolo nel Collio friulano.
Da comprare e da lasciare in cantina per poi stappare nelle buie sere invernali...
Se volete approfondire il discorso sul vino in Georgia leggete
questo interessante articolo scritto per Slowfood da Alexandra Grigorieva.